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NASCE IL MITO DELL'AURIGA: UN VIAGGIO MITOLOGICO ALLA SCOPERTA DI SE STESSI

Nella vita vogliamo tutti le stesse cose: felicità, realizzazione, salute, benessere e relazioni appaganti. Non dovrebbe essere così difficile: sembra tutto così semplice. Tuttavia vi sono cose che si mettono in mezzo, la vita segue il suo corso. Sappiamo quando ci sentiamo sbilanciati, riusciamo a sentirlo. Ma che cosa possiamo fare per cambiare?. Ci è stato insegnato tantissimo su come sviluppare le abilità necessarie per adattarci al mondo. Si presuppone che se va tutto bene nel mondo esterno, allora si avrà la felicità. Dobbiamo però partire da noi stessi, dobbiamo imparare a essere felici e realizzati a livello interiore, e poi le cose del nostro mondo esterno si metteranno a posto, come riflesso del nostro mondo interiore. 

 

IL MITO DELL'AURIGA 

 

L'origine del nome del blog è contenuto all'interno del Fedro di Platone. Secondo il Mito dell'Auriga ogni anima è paragonata ad una biga trainata da una coppia di cavalli alati e guidata da un auriga: uno dei cavalli è eccellente, l'altro è pessimo. Compito dell'auriga è indirizzare verso l'alto, il monde delle idee, il carro. Il cavallo pessimo cerca sempre di tirare verso il basso in modo che l'auriga non riesca a contemplare il mondo delle idee. Quando poi l'anima si appesantisce, perde le ali e va a incarnarsi in un uomo. L'anima che è riuscita a vedere di più, andrà nel corpo di un uomo che si dedicherà alla sapienza e all'amore, mentre l'anima che ha visto di meno andrà a finire in un corpo dedito al soddisfacimento di istanze egoistiche e materiali. 

 

IL NOSTRO OBIETTIVO 

 

In qualunque modo la vostra auriga abbia o meno lottato per mantenere la vostra anima più in alto possibile noi cercheremo, attraverso i nostri consigli, di alleggerire il vostro presente attraverso tecniche meditative, la mindfulness e consigli per migliorare il vostro stato di benessere mentale e fisico. 

 

La parabola del carro 

 

Riconosci il Sè come il viaggiatore in un carro

Il corpo è il carro, 

l'intelletto è il cocchiere, 

le mente sono le redini. 

I sensi sono i cavalli, 

gli oggetti dei sensi sono il terreno. 

I sensi dell'uomo inconsapevole 

la cui mente è instabile, 

sono incontrollati come cavalli bizzarri. 

Ma i sensi di colui che comprende, 

la cui mente è stabile, 

sono ben controllati come cavalli docili. 

Colui che non comprende 

inconsapevole e impuro 

non raggiunge la meta 

resta prigioniero del samsara

Ma colui che comprende 

consapevole e puro 

raggiunge la meta, 

il luogo dove non si rinasce

Colui che usa la comprensione come cocchiere 

e usa le redini della mente 

arriva alla fine del viaggio

il luogo eccelso di Visnu. 

 

 

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